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LA CREAZIONE E Dio disse: “Che noia la perfezione, l’onnipotenza, la santità. Eternamente, tutto. Ci vuole qualcosa che rompa questa monotonia… potrei creare l’imperfezione, l’impotenza, l’empietà. Momentaneamente, nulla. Potrei creare l’uomo e la vita. E Dio creò l’uomo, e non lo fece certo a sua immagine e somiglianza; ci provò con la donna, ma nemmeno lei gli riuscì tanto bene. Poi, preso dall’enfasi del creare, fece gli animali, il sole, la luna, le stelle, l’acqua; ed ancora, il giorno e la notte, gli alberi, i monti ed il mare. Quando ebbe terminato, si guardò attorno, vide l’universo finito e disse: “Che noia essere perfetti… non puoi creare nulla che sia totalmente imperfetto". Si raccolse nella sua onnipotenza, e prese compiaciuto ad osservare l’uomo: “Lui sì, mi è riuscito proprio bene!” (Autore: Marino Curnis. © ®. 08/11/1995. -Fascicolo III * 36/37-)
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IL SIGNOR RAGNO Se non stai buono, chiamo il mio amico ragno! E’ un ragno un po’ strano ed originale. Come molti ragni è peloso e nero, ma ha soltanto quattro zampe… te lo dissi che è strano! Non parla. Bè, quando mai si è visto un ragno parlare: succede solo nelle fiabe! Ma la stranezza, non è solo il fatto che abbia quattro zampe e sia peloso e nero: è strano anche come si veste. Perché si veste, davvero… Su ogni piede di ogni sua piccola zampa, indossa un calzino. Ed ognuno dei quattro calzini è diverso: uno lungo, uno corto, uno bucato ed uno macchiato. Ognuno di variopinti colori: l’uno a stelle gialle e blu e rosse; l’altro a strisce viola e quadrettoni verdi. Sull’altro ancora ci sono disegnati il mare, le montagne ed animali d’ogni forma. E’ anche un poco buffo con il suo succhiotto rosa, arancio e azzurro; e se lo guardi bene dietro gli occhiali a specchio scoprendone gli occhi storti, (storti così, come lo sono i miei ora), ti metterai certo a ridere. Ma non ridere troppo: ricordati dei suoi denti aguzzi e dei suoi peli neri, non sia mai detto che egli non morda! Sicuro. Adesso che ti si avvicina, piano piano, lento lento, chissà che paura ti fa! Ma non scappare, non fargli sapere che lo temi. Neppure ora che ti sale sulla mano e si arrampica sul braccio…ssttt! Non fiatare, ma stai fermo e mostra il tuo coraggio. Salirà il braccio e ti verrà sulla spalla, poi, dietro il collo, ed alla fine sulla testa tra i tuoi capelli. Ma se non ti muovi e mostri il tuo valore, e soprattutto se stai buono e tranquillo, il Signor Ragno, questa volta, ti sarà amico… ed io non lo dovrò più chiamare. (Autore: Marino Curnis. © ®. Alzano Lombardo, BG. 05/07/2000. -Fascicolo V * 53/54-) |
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